Onorato Castellino Lecture, Carlo Cottarelli

30 November 2015, 6:00 pm

Carlo Cottarelli is Executive Director for Italy, Albania, Greece, Malta, Portugal and San Marino at the International Monetary Fund

Intervista di Cottarelli e Fornero (Fonte: TG3):

http://www.compagniadisanpaolo.it/ita/Multimedia/Video/Cottarelli-ospite-del-Collegio-Carlo-Alberto

abstract

In una situazione di elevata liquidità e di bassi tassi di interesse come quella che caratterizza l’attuale congiuntura economica può sorgere la tentazione di considerare come accettabile per l’Italia mantenere il proprio debito pubblico ai livelli correnti o, perlomeno, di considerarne la riduzione come obiettivo non prioritario. Sarebbe un errore: il rapporto tra debito e PIL è ai livelli più alti dalla nascita dell’Italia come stato unitario ed è tra i più elevati al mondo. Livelli così alti di debito lasciano l’economia italiana esposta a possibili crisi di fiducia simili a quella che ha colpito l’Italia nel 2011-12. Inoltre riducono lo spazio per manovre fiscali espansive nel caso di ulteriori shock all’economia e penalizzano la crescita di lungo periodo attraverso fenomeni di crowding out dell’investimento privato. Ridurre il debito pubblico non è però ne’ facile, ne’ senza costi. Le scorciatoie proposte da alcuni, sia quelle più radicali (uscita dell’euro, ripudio del debito pubblico), sia quelle più moderate (vendita o valorizzazione del patrimonio pubblico), non sono adeguate. Non resta che procedere con un moderato grado di austerità fiscale guidato da un chiaro piano di aggiustamento di medio termine che sia trasparente in termini di obiettivi e strumenti e, soprattutto, che sia stabile nel tempo. Le riforme strutturali volte ad aumentare la crescita saranno estremamente importanti nel facilitare la riduzione del debito a patto che l’aumento delle entrate derivante dalla maggiore crescita sia utilizzato per ridurre il deficit pubblico e non per aumentare la spesa pubblica.

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